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Grandi autori italiani
L'intruso
Un alieno nella moda a Milano
Uno: L'uomo Rizzoli
racconto di
BEPPE SEVERGNINI
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Beppe Severgnini
Great Italian Writers
The Snooper
An Alien in Milan's Fashion World
One: The Rizzoli Man
a short story by
BEPPE SEVERGNINI
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Diritti d'autore  |  Copyright Notice

 

Traduzione: Ercole Guidi

Editorialista (Corriere della Sera, The Economist), conduttore televisivo (RAI, BBC, ITV/Channel 4), scrittore di successo. Le traduzioni di Inglesi (1990) e Un Italiano in America (2001) sono entrate nelle classifiche dei libri più venduti in Gran Bretagna (1991) e USA (2001).

 

Translated by: Ercole Guidi

A columnist (Corriere della Sera), TV and Radio Host (Italy's RAI; UK's BBC, ITV/Ch. 4, BBC/Radio 4) and one of Italy's bestselling authors. His books: Inglesi (1990) and An Italian in America (2001) made the best seller list in the UK (1990) and the US (2001).

 

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NOTA: questa traduzione è qui accessibile a esclusivo fine didattico. I diritti di traduzione sono di proprietà esclusiva dell'editore.

 

PLEASE NOTE: this translation is made available here for educational purposes only. The translation rights for commercial purposes are the sole property of the publisher.

 

 
 
I.
Arrivano in città
I.
Here they come
 

    Come si veste, un uomo, a una sfilata maschile? Vi prego di non sottovalutare il problema. Vestirsi per una sfilata è come invitare a cena Gualtiero Marchesi, o cantare in chiesa di fianco a Bocelli. È vero che i giornalisti non sfilano, anche perché alcuni di noi, se li lasciassero salire sulla passerella, non scenderebbero più.

 

    How does a man dress, at a men's fashion show? We should not belittle the issue. Dressing up for a fashion show is tantamount to having Gualtiero Marchesi over for dinner, or doubling in church with Bocelli. True, journalists do not parade, even because some of us would hang on to the runway.

 

Ma comunque si ha l'impressione di essere tra i professionisti del dettaglio, i profeti dell'accostamento, i maestri del colore. Per questo, forse, alle sfilate di moda tutti si vestono di nero: è un tentativo di non competere. Lo fanno anche gli arbitri di calcio alle partite, se ci pensate. E il vantaggio di una sfilata è che, sebbene alcuni dei protagonisti si detestino, non entrano sulle caviglie.

 

But one can't help get the feeling one is amidst the professionals of detail, the prophets of matching, the masters of color. That is why, perhaps, they all wear black at fashion shows: an attempt of dodging competition. Come to think of it, referees do the same in soccer. And the boon, at a fashion show, is that although some of the principals despise one another, they won't go for the ankle.

 

    Eccoci, dunque: sfilata di Versace, via del Gesù. Tutti vestiti di scuro, come se i Blues Brothers dessero una festa per le guardie del corpo di Putin. Arrivo in ritardo ma sono in anticipo: molti colleghi sono stati trattenuti alla sfilata precedente, e vengono cavallerescamente attesi (anche perché presentare una sfilata alla stampa senza la stampa non pare una mossa lungimirante).

 

    So here we are: Versace's fashion show, via del Gesù; all in dark, as though the Blues Brothers were throwing a party for Putin's bodyguards. I'm late, and yet I'm early: many colleagues got held up at the previous presentation, and are being courteously awaited (the idea of presenting a fashion show to the press without the press would not make it such a provident move).

 

Santo Versace si aggira nell'anticamera, tenendo d'occhio l'ingresso. Lo osservo, e penso che ho di fronte un decano del made in Italy. Dalla prima sfilata col marchio della medusa (il fratello Gianni lo scelse perché gli ricordava un mosaico che vedeva da bambino) sono passati ventidue anni: Paolo Rossi segnava in Argentina e Jimmy Carter (non un tipo Versace) era presidente degli Stati Uniti d'America.

 

Santo Versace hangs about the foyer, eyeing the entrance. As I watch him, I think that before me stands a doyen of the made in Italy. It's been twenty-two years since their public debut with the Medusa brand (his brother Gianni had fallen for it as it reminded him of a mosaic he used to seeing as a child): Paolo Rossi was scoring in Argentina and Jimmy Carter (not a Versace type) was the president of the United States of America.

 

    Arrivo armato della mia incompetenza, e dei seguenti strumenti del mestiere: taccuino (nero), biro (nera), telefono cellulare (nero), pagina del «Corriere» con programma delle sfilate (nera), computer (arancione, speriamo che non me lo sequestrino). Ho con me anche il nuovo «Dizionario della moda» a cura di Guido Vergani che, continuo a pensare, dovrebbe essere qui al posto mio.

 

    I arrive armed with my nescience, and with the following professional tools: notepad (black), biro (black), cellphone (black), page of the «Corriere» with parade's program (black), laptop (orange, hope they'll let it through). I'm also carrying the new «Fashion Dictionary» by Guido Vergani, whom, I keep thinking, ought to be here in my shoes.

 

E avendo letto che nell'autunno-inverno prossimo «l'uomo italiano sarà sobrio e formale» - un ossimoro, se ci pensate - ho messo in borsa anche A Gentleman's Wardrobe (Weidenfeld & Nicholson, Londra), il classico manuale dei milanesi che, in un certo momento della vita, hanno tentato di travestirsi da inglesi (mentre gli inglesi vestono ormai milanese, e ultimamente sembrano in crisi d'identità: fatemi conoscere il lord che ieri ha ordinato le calze di platino da dieci milioni).

 

And having read that in the coming fall-winter «the Italian male shall be sober and formal» - an oxymoron, come to think of it - I've also slipped in my bag A Gentleman's Wardrobe (Weidenfeld & Nicholson, London), the classic manual for the Milanese, who, at a certain point and time, have been endeavoring to pass as Brits (whereas the Brits have long been dressing Milanese, and of late seem gripped in an identity crisis: I'd really love to meet the lord who yesterday ordered the platinum socks tagged at 10 million a piece).

 

Devo dire che il volume non si è rivelato particolarmente utile: se qualcuno degli invitati si vestisse come i personaggi del mio libro, verrebbe preso per il cameriere.

 

I must say the book hasn't helped much: if one of the guests did dress like the characters of my book, they'd take him for the busboy.

 

    I primi dieci modelli, se ho contato bene, sono una combinazione di nero e grigio scuro: il fumo di Londra, al confronto, è una tinta spiritosa. Il primo segno di colore è un fregio rosso su una cravatta: gotico, mi dicono. Mi spiegano poi che i capi sono di due tipi: quelli ispirati al bravo ragazzo e quelli dedicati al cattivo ragazzo.

 

    The first ten models, if my tally is correct, are a black and dark-gray combination: the Fumo di Londra, in comparison, is a perky hue.  The first hint of color is a red spangle on a necktie; Gothic, I am told. I'm also told that there are two styles: those inspired to the good guy and those dedicated to the bad guy.

 

I primi mi rassicurano. Vedo gessati, giacche con una piccola tasca sovrapposta (ticket pocket) che compaiono anche nel «Guardaroba del gentleman» (pagina 36), e classici soprabiti Chesterfield con colletto di velluto (pagina 46): anche se, devo dire, i miei inglesi personaggi non la indossano sopra un dolcevita verde pisello.

 

The former, I find reassuring. I behold stripe suits, ticket-pocket coats also featured in the «Gentleman's Wardrobe» (page 36), and classic corduroy collared Chesterfield overcoats (page 46); although, I must say, my English characters do not wear one over a pea-green turtleneck.

 

Anche i capi del cattivo ragazzo non mi sconvolgono. Anzi, mi provocano un simpatico déjà vu: Mosca, stagione inverno 1990/91, una mescolanza tra giacche lunghe e magliette fosforescenti, scarpe grosse e cerniere-lampo. Ma, si sa, le periferie il sabato arrivano in centro. Magari ci mettono dieci anni, ma arrivano anche in via Gesù.

 

Even the bad guy's garments fail to shatter my composure. Rather, they are cause for a pleasant déjà vu: Moscow, winter season 1990/91, a blend of long coats and luminescent T shirts, big shoes and zippers. But it is a fact that on Saturdays the suburbs drift to town. Perhaps it takes them a decade, but they'll negotiate their way even to via Gesù.

 

II.
Scusi, da che parte la rivoluzione?
II.
Pardon me, which way for the revolution?
 

    Quelli per cui il «revers» è un colpo di tennis tendono a considerare il mondo della moda come un circo (equestre: ci sono anche le cavallone, e si fanno chiamare top-model). Sbagliano: la moda è sempre un'industria, e qualche volta un'arte. Costoro vanno capiti, tuttavia.

 

    Those who believe that the «revers» is tennis jargon for backhand, tend to equate the world of fashion with a circus (equestrian: there are also the big mares, and they go by the name of top-models). They are mistaken. Fashion is always an industry; sometimes an art. But we must understand them.

 

Troppo spesso gli stilisti, con la collaborazione entusiasta dei giornali, mirano ai titoli, e inventano le trovate a effetto. Ci hanno provato quasi tutti. Tempo fa, ricorderete, qualcuno pensò bene di intingere una ragazza nel latte, e non era neppure una joint-venture con la Granarolo. D'accordo, era il secolo scorso (dice qualcuno). Ma dalle menti della moda ci aspettiamo altro.

 

All too often the stylists, with the enthusiastic collaboration of the newspapers, go for the titles, and come up with publicity stunts. Nearly all have done it. A while back, you will recall, someone thought of dunking a girl into milk, and it wasn't even a joint-venture with Granarolo Dairy Products. All right, it was the past century (some say). But that's not what we'd expect of fashion's creators.

 

    Prendiamo Dolce e Gabbana. Dieci anni fa furono intelligenti e coraggiosi a proporre il gusto siciliano a un'Italia intontita dall'America, e hanno continuato su quella strada. Ieri correva voce che esibissero i «pantaloni del Giubileo», ma non abbiamo voluto crederci. Sfilavano, sì, anche quattro calzoni damascati che davano l'impressione che i modelli si fossero alzati portandosi dietro la poltrona, ma certo si tratta di una coincidenza.

 

    Let us take Dolce e Gabbana. Ten years ago they were smart and bold in proposing a taste of Sicily to an Italy benumbed by America, and they have stayed that course. Word had it yesterday they'd be exhibiting the «Jubilee's Pants», but we refused to believe it. There paraded, to be sure, two or three damask trousers which gave the impression the he-models had got up with their seat stuck to their butt, but it must be a coincidence.

 

    Degli stilisti ci interessano le idee: ci piace intuire cosa hanno intuito. Tom Wolfe ha scritto, parlando dei dettagli dell'abbigliamento: «Una volta che li conosci, cominci a vederli». Non è il mio caso, purtroppo: so poco, e sono sono troppo impegnato a odiare la musica ossessiva che precede e accompagna ogni sfilata (musica Dbb: discoteca-bassa-bresciana, ma si può trovare anche su giostre e autoscontro).

 

    We value stylists for the ideas: we like to figure out what's on their mind. Wrote Tom Wolfe, speaking of details in fashion, «Once you know them, you begin to perceive them». That isn't my case, unfortunately: I know little, and I am too busy hating the haunting music that precedes and accompanies every fashion show (BBD: Bassa-Bresciana-Disco, also found on merry-go-rounds and bump-cars).

 

Immagino però sia una soddisfazione, per chi è del mestiere, vedere un abito, un accessorio e una soluzione e dire: ecco, questa rimarrà. Questa cosa entrerà a far parte delle nostre vite. Credo che qualcuno ricordi quando ha visto per la prima volta la giacca da donna di Armani o il mocassino di Gucci o la borsa di Vuitton. Sono capi che hanno conosciuto ogni forma di adulazione: dalla copiatura perfetta in Corea fino all'imitazione approssimativa dell'ipermercato.

 

But it must be rewarding for those in the trade, I suppose, to see a dress, an accoutrement, and a creation, and say: why, this is here to stay! This thing will become part of our lives. Some will recall the first time they saw the Armani ladies coat or the Gucci moccasin or the Vuitton bag. These are items that have met with every form of adulation: from the perfect fake made in Korea to the coarse imitation of the hypermarket.

 

    Ci sono, oggi, le grandi idee? O siamo all'ordinaria amministrazione? Cerco di capirlo da Gucci, ma vedo soprattutto riproposte (a parte i cappotti: belli e nuovi, potrei perfino indossarli senza venir accusato d'essere in crisi da mezza età).

 

    Are there, today, any great ideas? Or is it all mere routine? I'm here at Gucci's in search of an answer, but what I see is mostly re-propositions (except for overcoats: beautiful and new; I could even wear them and not pass for a mid-aged wolf).

 

Passano pantaloni antichi: a tubo, e imbottiti sulle ginocchia, di vago sapore sciistico. Vedo giacche di velluto liscio che profumano di 1970. Il foulard è un foulard: cambia solo proprietario (dalla donna all'uomo), disegno (dai fiori alla geometria) e posizione (dal collo alla fronte, stile bandana). Noto anche la borsa per uomo (il borso?), che dubito sia la novità rivoluzionaria che cerco. La mia generazione ha visto i parenti col borsello, e ci basta.

 

Antique trousers file by: straight fit, lined on the knees, of a faint skiing feel. I see smooth velvet coats reminiscent of the 1970s. A foulard is a foulard: the only variants being the owner (from woman to man), design (from flowers to geometry), and position (from neck to brow, headband-like.) I also notice the man purse, which I doubt represents the revolutionary breakthrough I'm hounding for. My generation experienced the man purse in the family, and that pretty covers our share.

 

    Allora, solo Collezioni e niente Rivoluzioni? Stefano Gabbana, che indossa jeans rappezzati «nouveau pauvre», mi dice che lui, di grande novità, non ne vede: nessuno, insomma, che stia per consegnare al mondo l'alternativa alla camicia aperta sul davanti (1871, Brown, Davis & Co di Aldermanbury), o la nuova cerniera-lampo (1893, W. L. Judson). «Forse la vita bassa dei pantaloni?», azzarda. Un po' poco, gli dico.

 

    What then? Just Collections and no Revolutions? Stefano Gabbana, in «new pauper» patched jeans, tells me he hasn't seen any great novelties: no one, that is, who is about to consign to the world the alternative to the shirt open on the chest (1871, Brown, Davis & Co of Aldermanbury), or the new zipper (1893, W. L. Judson). «The low-waist of the pants, perhaps?» ventures he. Not enough, I say to him.

 

Ma la sfilata di D&G è affascinante: una rivisitazione di tutti gli stili passati nelle scuole medie italiane in trent'anni. C'è il girocollo che arriva al mento, il maglione a losanghe, la giacca di velluto a coste grosse. Forse non è rivoluzionario, ma è confortante. È il passato d'Italia che torna, ed è la prova che anche in provincia possiamo stare tranquilli: è impossibile essere fuori moda, ora che la moda è fuori per strada.

 

And yet the D&G's parade is fascinating: a re-visitation of all the styles that have passed through Italy's secondary school system in three decades. There is the chin-high turtleneck, the diamond sweater, and the wide ribbed corduroy jacket. Not revolutionary, perhaps, but heartening. It's Italy's past coming back, and it is the evidence that even in the country we can rest assured: one can't be out of fashion, now that fashion has hit the road.

 

III.
Un Uraniano a Milano
III.
An Uranian in Milan
 

    Ieri pensavo a un extraterrestre che passasse sopra Milano, nel quarto giorno delle sfilate. Non un angelo o un diavolo: quelli sono buoni e cattivi, gente con un punto di vista e uno stilista di riferimento. Pensavo proprio a un extraterrestre, un tipo neutrale, proveniente da qualche pianeta appena sfiorato dalla Nasa e dalla pubblicità. Urano, magari, distante quei tre miliardi di chilometri dagli uffici-stampa, in modo da garantire una certa obiettività.

 

    Yesterday I was fantasizing of an extraterrestrial passing over Milan, on the fourth day of parading. Not an angel or a devil: those are good and bad, folks with a viewpoint and a stylist in mind. I was thinking of a genuine extraterrestrial, a non-partisan character from some planet barely grazed by NASA and advertising. Uranus, perhaps, some three billion miles from press rooms, so as to warrant a certain objectivity.

 

    Il nostro uraniano cala, non visto, in una città avvolta da un gas bianco nebbioso, bucato appena dai fari e dai neon che segnalano in codice binario: 10-01-00. Poi, a sud-est, vicino a un oggetto circolare come il suo disco volante (la Rotonda di via Besana, dice un cartello messo lì per confondere gli extraterrestri), l'uraniano intravede strani esseri che si accalcano, si spingono, gemono. Impossibile capire chi sono i prigionieri e chi le guardie: sono tutti vestiti di nero, e si controllano a vicenda.

 

    Our Uranian descends unseen upon a city engulfed in a white, hazy gas, barely pierced by street lamps and by the neon signaling in binary code: 10-01-00. Then, due southeast, next to a circular object resembling his flying saucer (the Roundabout of via Besana, reads a signpost planted there in order to bamboozle the aliens), the Uranian beholds strange beings all thronged together, pushing, and moaning. Impossible to make out the prisoners from the guards: they are all in black and they are bossing one another.

 

La confusione è somma, le porte strette, il disagio notevole, anche se qualche voce squillante grida «Carissima!». L'uraniano pensa: poveretti, sono in fila per qualcosa da mangiare. Niente del genere: è la sfilata di Prada.

 

A downright mayhem: the doors are narrow, the discomfort is high, even though some shrilling voices cry out «Hi, sweetie!» The Uranian thinks: poor devils, they must be in line to put some food in their mouth. Not even close: it's Prada's parade.

 

    Ci sono giapponesi travestiti da americani, americani che fanno i giapponesi, inglesi che fanno gli inglesi, e non hanno ancora capito dove sono. Tutti hanno in mano un cartoncino bianco, e lo sventolano. Una ragazza salta sui tacchi, barcolla e impreca. Un uomo coi capelli d'argento tocca furtivamente la sciarpa di un estraneo, per controllare di che stoffa è fatta. Alcuni influenzati baciano i vicini, spargendo allegramente il virus: e non ci sono neppure i monatti per portarli via.

 

    There are Japanese disguised as Americans, Americans playing Japanese, English playing English, and they have yet to figure out where they are. They are all holding a white card, and are waving it. A girl hops on her heels, stutters and turns the air blue. A silver-haired man touches furtively the scarf of a stranger, in order to probe the fabric. Some are kissing their flu to those around them, cheerfully spreading the virus: and no Monatti in sight to cart them off.

 

L'uraniano è incuriosito: ha visto due parole, «Milano Collezioni», e vuole sapere cosa collezionano a Milano. Grazie al suo abbigliamento insolito, passa all'interno: l'hanno preso per un «buyer» di Baltimora. Nella sala bianca, tutti gli esseri neri sono fermi e si guardano, in attesa di varcare un'altra porta, ancora più piccola. Una ragazza toglie la bocca dal gomito del vicino e gli chiede: «Ehi, sei stato anche a Miu-Miu?». Lui risponde: mi dispiace, non conosco un pianeta con quel nome.

 

The Uranian is intrigued: he has eyed two words, «Milan Collections», and he is eager to find out what it is that they collect in Milan. Thanks to his peculiar attire, he works his way in: they took him for a buyer out of Baltimore. In the white lounge, all the black beings are now still and are watching one another, while they wait to go through another door, narrower yet. A girl takes her mouth off the elbow of her neighbor and asks him, «Why, you too have been to Miu-Miu?» Replies he: sorry, never heard of a planet by that name.

 

    Dentro, ci sono lunghe panche e tutti siedono in fila, come in un refettorio: ma ormai è chiaro, non c'è niente da mangiare. Sul lato corto molti uomini con grandi cannoni aspettano qualcosa: hanno un aspetto terribile, ma pare vogliano solo fotografare. Poi si sente una musica: non male, pensa l'uraniano, mi ricorda il motorino d'avviamento dell'astronave. Da una parete escono strani esseri, alti magri e pallidi. Vengono avanti, offrono il petto agli uomini coi cannoni. Sembrano tristi. Indossano abiti viola e grigi, piccoli giubbetti, pelli lucide e butterate.

 

    Within, there are long benches and everybody is sitting in a line, like in a refectory; but by now it is clear that there is no food to be had. On the short side many men with large cannons are waiting for something: they have an ominous countenance, but all they seem to want is to take snapshots. Then airs a tune: not bad, thinks the Uranian; it reminds me of the spaceship's starter motor. Strange beings, tall and lean and pale pop out of a wall. Forth they come, offering their chest to the men with the cannons. They seem sad. They wear violet and gray dresses, small bomber jackets, glowing and pitted skins.

 

L'uraniano finalmente capisce tutto. Extraterrestri! Vorrebbe correre ad abbracciarli, ma viene bloccato. Se vuole incontrarli, gli dicono gli uomini neri, deve passare dal «backstage». Un'altra volta, risponde lui: adesso devo andare a scrivere il pezzo.

 

The Uranian figures it all out, at last. Extraterrestrials! He'd like to run and hug them, but somebody stops him. If you wish to meet them, say to him the black men, you must go through the backstage. Some other times, rejoins he: I must go edit my story, now.

 

IV.
In prima linea
IV.
On the front line
 

    Pensate come cambia il mondo. Sessant'anni fa la «prima linea» era una faccenda cruenta: c'era il rischio di finire ammazzati. Venticinque anni fa il concetto restava angoscioso: «prima linea» sapeva di attentati e di P38. Oggi, la «prima linea» è la festa del marchio, il party del logo, l'occasione di lanciare un nome nel firmamento della moda (dove si annunciano stelle cadenti: aspettate e vedrete).

 

    Think how the world changes. Sixty years ago the «front line» was a bloody affaire: you'd run the risk of ending up killed. Twenty-five years ago the concept was still disquieting: «front line» had a smack of terrorism and P38. Today, the «front line» is the festival of the brand, the party of the logo, the occasion for launching a name into the firmament of fashion (where falling stars are in the forecast; just wait and see).

 

La prima linea è la collezione dei vestiti più sofisticati e cari: qualcuno li ha definiti «specchietti per le allodole» (come se le allodole avessero la carta di credito). Disegnare, realizzare e presentare gli abiti costa. I guadagni si fanno dopo, con le seconde linee, gli accessori, le scarpe, i profumi, le borse e la biancheria (che, quando è cara, si chiama «lingerie»).

 

The front line is the collection of the most sophisticated and expensive dresses. Someone has defined them as «mirrors for the larks» (as if the larks carried a credit card). To design, realize and present apparel is a costly process. Profits come in after, with the second lines, the accessories, the shoes, the fragrances, the bags and the underwear (which, when high-tagged, they call «lingerie»).

 

    Prendiamo Moschino. Sebbene il fondatore sia scomparso da oltre cinque anni, il logo e il nome rimangono, e si sono intrufolati in ogni angolo d'Italia, condotti a spasso da giovani petti e meno giovani schiene, stampati su una borsa, incollati su un pantalone. Decine di migliaia di italiani sembrano felici di fare gli uomini-sandwich: anzi pagano, per avere l'onore. Vi sarà capitato, in un bar di Castelsardo o su un treno napoletano, di incontrare adolescenti smunte con una grande scritta sul torace: MOSCHINO. Non era una descrizione entomologica della loro magrezza, come avevate pensato. È il nome, è il marchio, è l'eco lontana della «prima linea».

 
 

    Ieri, per esempio, il Moschino del post-Moschino ha messo in piedi una sfilata-spettacolo: musiche liricheggianti (non il solito bum bum bum), citazioni di Shakespeare, richiami a Dickens e Lewis Carroll (sbaglio o giravano cappellai matti?). I modelli - bellissimi, dicono gli intenditori - avevano un aspetto delicatamente sconvolto, ma questa non è una novità. Il messaggio delle sfilate del 2000 - prendete nota, anziani coetanei quarantenni - è che la sera si esce di casa sciupati come se la notte fosse già finita.

 

    Yesterday, for example, the Moschino of the post-Moschino put up a whole production: opera-like music (not the regular bum bum bum), Shakespeare's quotations, references to Dickens and Lewis Carroll (did I see Mad Hatters around?). The he-models - beautiful, say those in the know - had a delicately distraught countenance, but that is nothing new. The message of the 2000 fashion shows - note it down, fellow oldtimers - is that one is supposed to go out on a date as worn out as if the night were over already.

 

Alcuni accostamenti sembravano in grado di tramortire una nonna sensibile: gessati cuciti insieme a principe di galles; giacca coi post-it (messaggi d'amore, informa l'ufficio-stampa); abiti coi pendaglietti rossi (cuoricini, temo), cappotti arancione-stradino abbinati a pantaloni rosso-eczema. Per ottenere combinazioni del genere, la mia generazione avrebbe dovuto svaligiare un negozio di Mani Tese a occhi chiusi, dopo aver bevuto. Oggi è tutto più semplice.

 

Some matchings seemed capable of knocking an impressionable granny unconscious: prince-of-wales and stripes sewn up together; jacket with post-it (love notes, informs the press-bureau); dresses with small red pendants (small hearts, I'm afraid), road-maintenance-crew-orange greatcoats matched with eczema-red trousers. In order to obtain such combinations, my generation would have had to rob a Mani Tese's store, blindfolded and plastered. Today it's not that complicated.

 

    E divertente, diciamolo, anche se vagamente immettibile, a meno di essere una pop-star di Lagos o un biscazziere cubano. Se ieri avessi indossato un cappello a cilindro e un gessato sul petto nudo, e fossi uscito per strada, sarei stato caricato su un'ambulanza, immagino. Anzi, no: le ambulanze erano tutte impegnate per l'emergenza-influenza. Ecco, ieri era il giorno giusto. Un capo della «prima linea» Moschino si poteva indossare tranquillamente. A proposito. Lui, Franco Moschino, aveva un motto: «Stop the fashion system!». E perché mai, quando è così divertente.

 

    And amusing, let us say it, even if vaguely unwearable, short of being a pop star from Lagos or a Cuban gambler. Had I gone out yesterday wearing a top hat and a stripe suit over a bare chest I'd have been hoisted onto an ambulance, I suppose. Or may be not: the ambulances were all taken up because of the flu emergency. Yes, yesterday would have been the day. One could walk in a Moschino's «front line» model and not be harassed. And by the way, he, Franco Moschino, had a motto: «Stop the fashion system!». But why, when it is such a capital fun.

 

V.
Noi uomini neri
V.
Us, the black guys
 

    Ieri indossavo giaccone nero, pantaloni grigi, camicia scura. È difficile immaginare cosa possono produrre sei giorni di sfilate nella testa di un uomo. La camicia scura-quasi-nera non è più, infatti, un consiglio: è un comandamento. Se Farinacci ieri fosse tornato a Milano, e avesse visto l'inizio della sfilata di Giorgio Armani, poteva farsi illusioni (poi sarebbe subentrata la rivalità tra Cremona e Piacenza, e finiva lì).

 

    Yesterday I was wearing a black coat, gray pants, and a dark shirt. It is hard to imagine what six days of parading might produce in the head of a man. The dark-quasi-black shirt, in fact, is no longer a proposition: it's a commandment. Had Farinacci (2) shown up yesterday in Milan and seen the beginning of Giorgio Armani's parade, he could have got some wrong ideas (then the feud between Cremona and Piacenza would have taken the stage and that would have been the end of it).

 

La camicia scura è uno di quei segnali misteriosi che passano di pizzeria in pizzeria, di ufficio in ufficio, di studio (televisivo) in studio (dentistico): in Italia, oggi, siamo tutti seminaristi in libera uscita.

 

The dark shirt is one of those mysterious signals that bounce from pizzeria to pizzeria, from office to office, from study (TV) to study (dental): in Italy, today, we are all seminarians out on a stroll.

 

Dove sono finite le camicie azzurrine degli anni Ottanta, quelle che univano l'ambasciatore all'assicuratore, e gridavano al mondo: Italia! Svanite, scomparse, insieme alle cravatte col disegnino cachemire, quello che sembrava una cellula indecisa sul da farsi. Ieri da Ferré e Armani ho visto solo un camicia azzurra: un omone accaldato, in terza fila. Sono sicuro che teneva in tasca la cravatta col disegnino cachemire, e la usava come fazzoletto per il sudore. 

 

Whatever happened to the blue shirts of the eighties, those that linked together the ambassador and the insurer, and cried out to the world: Italia! Vanished, gone, along with the neckties with the little cashmerepattern, the one that resembled a cell undecided what to do. Yesterday, at Ferré and Armani's, I saw but one single blue shirt: a bulky man, sweaty, in third row. I'm sure he had the cashmere-patterned tie in his pocket, and was using it to mop up his brow.

 

    «Il mondo è grigio, il mondo è blu», cantava Battiato: peccato che oggi il grigio sia antracite o coke, e il blu sia roba da cresime e gommisti. Il resto dei colori non è meno semplice: tinte grigiate, azzurrate, brinate da Armani. Bianco per Ferré, ma solo dove dice lui. L'unico colore che assolutamente non va l'ho scelto io. Sopra la camicia scura d'ordinanza, infatti, avevo messo una giacca marrone.

 

    «The world is gray, the world is bleu» sang Battiato. Too bad today's gray be anthracite or coke, and blue something fit for Confirmations and tire shops. The rest of the colors aren't any simpler: grayish, bluish, dewed hues at Armani's. White for Ferré, but only where he says. The only color absolutely out of place was the one I chose. Over the regular dark shirt, in fact, I wore a brown coat.

 

Gianfranco Ferré l'ha guardata e ha detto: «Bella, per il fine settimana». Gli ho fatto presente che era mercoledì. Stavo per aggiungere che anche il suo gessato, se è per quello, lo mettono nelle banche. Ma lui, sorridendo tra le righe, poteva rispondermi: da oggi, non più.

 

Gianfranco Ferré glanced at it and said: «Nice, for weekends». I mentioned it was Wednesday. I was about to add that his stripe suit, too, they wear at banks, for that matter. But he, smiling between the lines, could reply: as of today, not anymore.

 

    Interessanti le sfilate, dove scrivono le regole, ma dimenticano anche che alcuni di noi non sanno leggere. I cappotti da androide felice e i maglioni con la cerniera sono belli, d'accordo. Ma perché quel ragazzo ha i peli che escono dalla pancia (Ferré)? Sembra uno che abbia rubato un coniglio, ma in via Pontaccio, sono sicuro, non si fa. Cos'è «l'effetto scoppiato» di cui parla la presentazione di Armani? Se è un'allusione a qualcuno degli ospiti, ha ragione: tre o quattro preoccupavano anche noi. Ma altrove - si fidi - abbiamo visto di peggio.

 

    Interesting the fashion shows, where they draft the rules but overlook that some of us cannot read. The happy-android greatcoats and the zippered sweaters are beautiful, all right. But why does that young man have his hair sticking out of his belly (Ferré)? He looks as though he has stolen a rabbit, but I'm sure they don't do such things in via Pontaccio. And what's the «blown-up effect» the Armani presentation has been talking about? If it's an allusion to some of the guests, he is quite right: three or four had us worried as well. But elsewhere - trust me - we have seen worse.

 

    Le sfilate, come dice il nome, filano via. Sono brevi e intese, come le gare d’atletica o certi matrimoni: uno si distrae un attimo, e sono finite. Sfilano le lane plissé, i matelassé, i doppio creèp: e se uno non sa cosa sono, si sente benissimo lo stesso. Da Ferré è passato un tipo senza mani: poi ho guardato bene, e ho visto che è la moda della manica lunga. Alcuni degli indossatori di Armani sembravano aver inghiottito una saponetta: suggerirei di guardare nei bagni di via Borgonuovo, perché qualcuna di sicuro manca.

 

    Parades, as the name says, parade away. They are brief and intense, like athletics competitions or certain weddings: one looks away for a moment, and through they are. On the runway pass plisse wools, matelasse, double crepe; and if one doesn't know what they are, one feels great all the same. By Ferré's goes a handless character. Then I look again, and I see that that's the fashion of the long sleeve. Some of Armani's he-models looked as if they had swallowed a soap bar. I'd suggest a look in the baths of via Borgonuovo, for a few are surely missing.

 

Alla fine tutti correvano a salutare lo stilista, ma io, confesso, sono scappato. Possiedo infatti i seguenti capi e oggetti firmati: occhiali senza portaocchiali (Armani), portaocchiali senza occhiali (Ferré) e una cravatta Dolce & Gabbana: cosa faccio, se poi m'interrogano? Avevo provato a documentarmi su Internet, ma sotto www.armani.it esce «Armani Luca, timbrificio». Ecco: sui timbri so tutto. Interessa? 

 

In the end, everybody rushed to greet the stylist, but, I confess, I sneaked off. I own in fact the following signature garments and objects: shades with no case (Armani), case with no shades (Ferré) and one Dolce & Gabbana tie: what would I do, if they ever questioned me? I had tried to collect information on the Internet, but under www.armani.it pops out an «Armani Luca, Rubber Stamp Factory». So now I know all about rubber stamps. Anybody interested?

 

 

 

 

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(1) Moschino: the late renowned Italian fashion designer; also Italian for midge.
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(2) Farinacci: Fascist party secretary (1924-6), a member of the Fascist Grand Council (1935), and a minister of state (1938). An ardent racialist and anti-Semite, he edited the Regime Fascista, the Party organ. He was apprehended and shot, on the same day and by the same band of partisans as Mussolini, while attempting to flee to Switzerland.
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